Dall’usura alla solidarietà: la rinascita del capannone di via 4 Novembre intitolato ad Enzo Chioini

da lorenzo

Ieri non è stato un giovedì qualunque per la comunità di Castagneto Carducci. In via 4 Novembre, dove per anni il grigio di un capannone industriale ha simboleggiato il potere soffocante dell’usura e della criminalità organizzata, si è respirata finalmente l’aria pulita della rinascita.

Con il taglio del nastro alla presenza delle massime autorità regionali e di Don Luigi Ciotti, la struttura è stata ufficialmente restituita alla cittadinanza, trasformandosi in un hub sociale d’eccellenza intitolato alla memoria di Enzo Chioini, storico fondatore del presidio locale di Libera.

Una trasformazione da 1,2 milioni di euro

L’operazione, resa possibile grazie a un finanziamento della Regione Toscana di circa 1,2 milioni di euro (nell’ambito dei progetti PNRR Green Communities), rappresenta un modello di riutilizzo dei beni confiscati.

“Questo capannone è il trionfo dello Stato e della Costituzione democratica” – ha dichiarato con orgoglio la sindaca Sandra Scarpellini, visibilmente commossa davanti alla platea.

Cosa succede ora dentro il capannone?

L’edificio non rimarrà una scatola vuota, ma sarà il cuore pulsante della solidarietà locale. Durante la giornata sono stati presentati i progetti che già animano gli spazi:

  • Inclusione lavorativa: Laboratori di podcast, gadget e una web radio gestiti da persone con disabilità.

  • Economia circolare: Una “Riciclo officina” per le biciclette e il progetto “Attacca bottoni” per il riuso creativo di abiti.

  • Sostegno alla fragilità: La mensa “Madre Teresa di Calcutta” e l’emporio sociale per le famiglie in difficoltà.

  • Salute e Casa: Sportelli della Società della Salute e percorsi di “Housing First” per chi non ha una dimora.

Il monito di Don Ciotti: “Applicare la Costituzione”

L’ospite più atteso, Don Luigi Ciotti, ha richiamato tutti alla responsabilità civile. Nel suo intervento, il fondatore di Libera ha ricordato come la lotta alle mafie non sia solo una questione di forze dell’ordine, ma di giustizia sociale.

“La legge per il riuso sociale dei beni confiscati l’abbiamo fatta raccogliendo un milione di firme”, ha ricordato Ciotti, sottolineando che in Toscana sono già 15 i beni restituiti alla collettività, segni tangibili di una “mafia che perde” quando i cittadini si riprendono i loro spazi.

La chiusura del Prefetto e della Regione

Anche il Presidente Eugenio Giani e la vicepresidente Mia Diop hanno ribadito l’impegno della Toscana nel trasformare i frutti dell’illegalità in opportunità concrete. Il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha concluso la giornata definendo l’inaugurazione come la sintesi perfetta di tre valori: legalità, solidarietà e senso di comunità.

Da ieri, via 4 Novembre non è più l’indirizzo di un sequestro, ma quello della speranza.

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