Bolgheri

Entrare a Bolgheri è come entrare nella Storia dalla porta principale.
Presente nei documenti storici già intorno all’anno 1000, Bolgheri è stato teatro di numerose dispute e il suo Castello uno dei principali protagonisti.
Legato in modo indissolubile con la famiglia Della Gherardesca, principali fautori dei numerosi restauri del castello e di interventi atti a migliorare le condizioni di vita della zona, Bolgheri è diventato in questi decenni un luogo conosciuto in tutto il mondo per la grandezza del vino che nasce proprio dalla terra che lo circonda.
Ritrovarsi a cena in una sera d’estate, gustandosi il panorama al tramonto, sorseggiando  un calice di vino è uni dei tanti piaceri che questa terra offre, dove è possibile cogliere le sfumature dei colori dei poggi che circondano il piccolo borgo.
L’accesso al paese è legato al suggestivo Viale dei Cipressi, strada lunga quasi cinque chilometri che ha inizio a valle, sulla via Aurelia, davanti all’Oratorio di San Guido, il luogo reso celebre dai versi di Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido” (1874).
Il caratteristico borgo si è sviluppato attorno al castello medievale (ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli) che sorge su una modesta altura raggiungibile attraverso il suggestivo Viale dei Cipressi, strada lunga quasi cinque chilometri che ha inizio a valle, sulla via Aurelia, proprio dinanzi al settecentesco Oratorio di San Guido: il luogo è stato reso celebre dai versi di Giosuè Carducci nella poesia Davanti San Guido (1874). Inoltre, all’interno del paese è ubicato il cimitero monumentale dove fu sepolta la nonna dello stesso poeta, Lucia. Non distante dal nucleo abitato, su un’altura posta a quasi 400 metri sul livello del mare, sorge l’antico nucleo fortificato di Castiglioncello di Bolgheri, con la chiesa di San Bernardo.

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti…


Bolgheri, il VINO

I vini sono generalmente basati sul blend Cabernet (Sauvignon e Franc) e Merlot, spesso accompagnato da Syrah, Petit Verdot e in rari casi da Sangiovese. Negli ultimi anni stanno inoltre aumentando le aziende che producono grandi cru monovarietali, a base soprattutto dei tre vitigni principali. Siamo sempre di fronte a vini rossi dai colori intensi di un rubino cupo, spesso impenetrabile, con grande tenuta nel tempo. I profumi sono caratterizzati da frutto nero maturo e dolce con note balsamiche di macchia mediterranea, caratteristiche del terroir bolgherese. Al palato colpisce la rotondità e la morbidezza, la dolcezza del frutto presente al centro bocca sempre ben vivacizzata dalla freschezza della componente acida, e dalla trama tannica fitta e matura, con finale di eccellente lunghezza. Anche quando la struttura è possente, i vini risultano, per questo motivo, sempre equilibrati ed armonici. Sotto il Bolgheri Sassicaia, i Bolgheri Superiore ed i grandi IGT, troviamo l’ampia gamma dei Bolgheri Rosso. Si tratta di vini di grande piacevolezza e bevibilità, anch’essi morbidi, eleganti e maturi, meno impegnativi, ma in grado di accompagnare una saporita cucina di carni rosse e selvaggina. È anche importante notare che buona parte del vigneto Bolgheri ha mediamente un’età ancora bassa rispetto ad altre zone storiche. Ciò significa che le caratteristiche qualitative dei vini prodotti non potranno che migliorare ulteriormente con il tempo e con la raggiunta maturità dei vigneti. È per questo motivo che la critica internazionale è concorde nell’affermare che il potenziale del vino Bolgheri è gigantesco e in continua crescita.

Testo dal sito Bolgheridoc.com